Zanna Bianca
Il cane lupo, Zanna Bianca, così nominato per le sue zanne straordinariamente bianche dal padrone Castoro Grigio (del quale conosce presto la violenza del bastone e delle percosse), è uno degli esempi per eccellenza in letteratura che dimostra come la natura interiore possa cambiare, modellarsi e plasmarsi in base agli accadimenti, alle esperienze e all’ambiente. Nel momento in cui Zanna Bianca si rapporta finalmente con uomini come Weedon Scott, incontra e scopre il sentimento di amore per la prima volta e questo lo porta pian piano a plasmare la sua natura in meglio.
Compie un’evoluzione nonostante si trovi già in età adulta e la sua “argilla”, metafora molto amata da Jack London, sia stata ben modellata e definita nella sua forma. << Se mai una creatura fu nemica della sua razza, Zanna Bianca fu quella creatura. Non chiedeva misericordia, non ne concedeva. Era continuamente sfigurato e ferito dai denti del branco, e altrettanto continuamente lasciava i suoi segni sul branco. A differenza degli altri capi-muta, che, una volta fatto il campo e slegati i cani, si accucciavano presso gli dèi [gli uomini dal punto di vista di Zanna Bianca] per essere protetti, Zanna Bianca disdegnava una simile protezione >>.
L’inaspettato, l’imprevedibile accade: l’Amore, se pur a fatica, si fa spazio nella vita di Zanna Bianca; eccone il risvolto: << Che dire della sua gioia, del grande amore che era in lui, che sempre lottava e si gonfiava per esprimersi, e che riuscì a trovare un nuovo modo di manifestarsi? Improvvisamente spinse in avanti la testa e la infilò fra il braccio e il corpo del padrone. E qui, imprigionato, nascosto alla vista fino agli orecchi, senza più brontolare, continuò a dare colpetti e a strofinarsi. I due uomini si guardarono. Gli occhi di Scott luccicavano. "Santo cielo!" disse Matt con voce commossa. Un momento dopo, quando si fu ripreso, aggiunse: "L’ho sempre detto che quel lupo è un cane. Lo guardi!" >>
↪ Tra le leggi ataviche dettate dal suo istinto e dalla sua esperienza c’era quella di lasciare la testa sempre libera e vigile, in modo da poter aggredire e mai essere aggredito. Ora Zanna Bianca abbandona il suo stato di tensione perenne che fino a quel momento gli aveva funto da auto-protezione, per lasciarsi totalmente impotente tra le braccia del padrone, perché d’ora in poi sarà questi a proteggerlo.
Zanna Bianca impara ad avere fiducia negli uomini, impara ad amare, impara a scoprire leggermente le zanne: questa volta per accennare un buffo sorriso. E’ l’affetto che gli era sempre stato negato ad averlo reso feroce, avido di sangue, audace e bestiale. L’amore che finalmente riceve gli mostra che esiste un’altra strada che lui stesso può percorrere: può dare anche lui a sua volta amore. E quello sarà un amore puro, incondizionato, pronto a rinunciare alla sua stessa incolumità pur di salvaguardare quella del padrone.
🐺 La sua natura domestica (il cane) prevale sulla sua natura selvaggia (il lupo) grazie anche al processo di rieducazione che Weedon Scott porta avanti su di lui, e del quale Zanna Bianca interiorizza leggi e canoni su ciò che è giusto fare e ciò che non lo è.
E l’uomo? L’uomo può cambiare? L’uomo può essere rieducato? L’uomo può imparare ad amare? E’ vero che qui si parla di un animale, ma è interessante notare che l’uomo, dal punto di vista di Zanna Bianca, è un uomo-animale. E durante tutto il corso del romanzo noi lettori sentiamo, proviamo e consideriamo le cose dalla prospettiva di Zanna Bianca; comunque, in nessun caso viene umanizzato da Jack London, il quale quindi gli riconosce l’assenza di una coscienza e di un intelletto tipici dell’essere umano. Eppure, la trasformazione è stata resa possibile nell’animale…
Forse sarebbe meglio leggere Zanna Bianca da adulti per poter cogliere gli insegnamenti che Jack London ha implicitamente racchiuso in quello che, non meraviglia, è diventato uno dei suoi capolavori.



Commenti
Posta un commento