Sostiene Pereira

Sostiene Pereira del 1994 è la celebre opera con cui Antonio Tabucchi vince il Premio Campiello dello stesso anno. Si tratta in effetti di un’opera fondamentale in quanto definisce sia il ruolo della letteratura e quindi del letterato (l’intellettuale presente in ogni tempo), sia la modalità del processo di maturazione personale nonché artistica di un individuo: infatti il cambiamento interiore che avviene in Pereira si riflette poi sulla sua produzione scritta, all’interno del giornale del “Lisboa” di cui è collaboratore. Ed è anche per questo forse che Tabucchi narra di ciò che succede a Pereira o di ciò che questi pensa o prova interponendo continuamente il sintagma sostiene Pereira, e spesso l’evento più banale o il pensiero più superfluo viene accompagnato da questa sorta di premessa, che ci fa intendere che quella è una constatazione di Pereira, quella data cosa avviene secondo Pereira, o così sente Pereira: in tutto ciò vi è implicito il dubbio sull’accuratezza di questo sentire, dato appunto il mutamento che sta avvenendo in Pereira, che all’inizio si manifesta a livello inconscio, ma di cui sin da subito egli ne avverte le ombre e i retroscena.                                                       Dall’assunto più semplice e ovvio: «L’indomani mattina, quando Pereira si alzò, sostiene, trovò una frittata di formaggio fra due fette di pane», a quello con più profonde implicazioni: «[…] o lei è un incosciente o lei è un provocatore, e il giornalismo che si fa oggigiorno in Portogallo non prevede né incoscienti né provocatori, e questo è tutto. Sostiene Pereira che mentre diceva questo sentiva un filo di sudore che gli colava lungo la schiena. Perché cominciò a sudare? Chissà. Questo non sa dirlo con esattezza».

E infatti determinante è per lui l’incontro col giovane anarchico Monteiro Rossi a cui Pereira rivolge queste parole, e a cui offre lavoro per scrivere articoli sul giornale del “Lisboa”, che però Pereira giudica impubblicabili dato il clima storico del momento: non ci si poteva permettere allusioni sovversive e poco appropriate nei confronti del regime dittatoriale di Salazar in Portogallo (1926-1974), parallelo a quello franchista in Spagna (1939-1975). Monteiro dice di non riuscire a non cedere alle «ragioni del cuore» quando si tratta della scrittura, contrariamente alle «ragioni dell’intelligenza» dalle quali Pereira si fa guidare. Questi giudica pericolosa e poco conveniente la pubblicazione degli scritti di Monteiro Rossi, eppure non li cestina, mai. 👉Tutta la narrazione è disseminata da quelli che potremmo definire dei “dilemmi”, dei conflitti interiori che Pereira ha con sé stesso, una discrepanza tra ciò che vorrebbe dire e ciò che invece dice, tra quello che pensa nella sua mente e come poi agisce, che si rivela il contrario di quello che ha appena valutato razionalmente. 

Da sottolineare che Pereira curava la pagina culturale del “Lisboa”, lui che amava tanto la letteratura e gli scrittori francesi e non si interessava affatto di politica. Nel giornale pubblicava spesso la traduzione che faceva lui stesso di alcune opere di grandi scrittori francesi dell’Ottocento, ma senza mettere mai le sue pubblicazioni al servizio della realtà storica contingente. Interessante, alla luce di quello che sarà poi il suo cambiamento ultimo, ciò che inizialmente Pereira dice a Monteiro riguardo a ciò che il ragazzo ha scritto sulle circostanze misteriose della morte di García Lorca: «[…] di uno scrittore lei non deve dire come è morto, in quali circostanze e perché, deve dire semplicemente che è morto e poi deve parlare della sua opera, dei romanzi e delle poesie, e fare sì un necrologio, ma in fondo deve fare una critica, un ritratto dell’uomo e dell’opera, […]». Quando invece Pereira realizza quale ruolo privilegiato in un certo senso è il suo, e ciò che è in suo potere fare, vi è la rottura con la placida e anonima esistenza condotta finora, e compie un atto tanto più coraggioso in rapporto al suo carattere abitudinario e ancorato a determinati rituali. 

Di questa presa di coscienza sono responsabili anche altre figure oltre a quella di Monteiro Rossi, ovvero Marta, il dottor Cardoso, la signora Delgao e padre António. Emblematico di quello che Pereira è inizialmente, rispetto agli sviluppi futuri, è anche il modo in cui in un’occasione si rivolge a Marta, sussurrando: «[…] signorina, abbassi la voce, non so fino a che punto si rende conto del luogo in cui ci troviamo». Tabucchi fa spesso riferimento alla minaccia che incombe su chiunque esprima liberamente una differente opinione, al tema della censura, al sistematico vaglio e controllo dell’informazione e anche dei mezzi con cui si comunica, tra cui le linee telefoniche stesse. «Quando arrivò il cameriere gli chiese: che notizie ci sono Manuel? Se non lo sa lei, dottor Pereira, che sta nel giornalismo, rispose il cameriere. Sono stato alle terme, rispose Pereira, e non ho letto i giornali, a parte che dai giornali non si sa mai niente, la cosa migliore è prendere le notizie a voce, per questo chiedo a lei, Manuel».                                                                                                           E a proposito di questo tema, la conversazione che Pereira ha col suo caro vecchio amico Silva in merito proprio all’opinione pubblica, quasi irrita Pereira e lo allontana dall’amico, il quale sosteneva che l’uomo in ogni periodo della storia ha sempre necessitato della figura di un capo posto a guida. Al contrario invece degli altri personaggi menzionati poc’anzi che diventano punto di riferimento per Pereira, dai quali egli si sente vagamente attratto. 

Nel libro ci sono vari riferimenti a personaggi e avvenimenti storici che rendono quindi il testo di Tabucchi molto informativo e arricchente, e questo non inficia affatto la scorrevolezza della lettura. Tra questi riferimenti, notevole per esempio quello a Georges Bernanos che aveva scritto riguardo ai massacri perpetrati dai franchisti in Spagna e che per questo non era visto di buon occhio dal Vaticano, che invece, come storicamente comprovato, diede il suo appoggio alla dottrina fascista in Europa. E infatti come narra padre António, più che condannare il bombardamento di Guernica a quanto pare il Vaticano si è posto contro i cattolici baschi che dopo il bombardamento si sono schierati con i repubblicani, mietendo a loro volta vittime, i cosiddetti martiri spagnoli, cioè religiosi uccisi proprio perché antirepubblicani, facendo poi la Chiesa sapere «ai vescovi di tutto il mondo» che «migliaia di cristiani in Spagna hanno preso le armi sotto la propria responsabilità personale per salvare i princìpi della religione».

Per concludere possiamo dire che il cambiamento avvenuto in Pereira ha impattato positivamente persino sull’elaborazione del suo lutto, avendo egli perso la cara moglie ormai da anni, scongiurando così il pericolo di divenire a detta del dottor Cardoso «un feticista dei ricordi», e questo sottolinea quanto sia importante rinnovarsi e rigenerarsi interiormente anche in circostanze estremamente dolorose, e che quindi è dando una “svolta” che si imbocca la via d’uscita.




Commenti

Post più popolari