💰                                                     Canto di Natale

  A Christmas Carol, Un Canto di Natale, è forse tra i racconti di Charles Dickens quello più conosciuto e riuscito.

 🌆L’ambientazione è sempre quella della Londra povera e cupa, contrapposta come al solito all’agiatezza delle classi più abbienti, in questo caso rappresentate dal protagonista Ebenezer Scrooge. I suoi unici pensieri sono il lavoro e gli affari, e nessun lieto evento come ad esempio la celebrazione del Natale lo può interessare, né tanto meno intrattenersi piacevolmente assieme ad altri.                                                                                                                                    👨🏼‍🦳Scrooge è davvero tanto avaro, è uno stacanovista e un misantropo. I poveri e i senzatetto accolti nelle Union Workhouses, alle quali si rifiuta di concedere un’offerta in occasione del Natale, lui li definisce «nullafacenti», al contrario suo così impegnato all’interno del suo ufficio contabile.                                                                                           ▪️ Lo sfruttamento sul posto di lavoro che è un tema molto caro a Dickens è affrontato anche qui, nell’esemplificazione del personaggio di Bob Cratchit, l’impiegato di Scrooge, miseramente sottopagato e in balia degli umori di un datore di lavoro intransigente e tirchio, che non concede nemmeno la giusta quantità di carbone per riscaldarsi in ufficio. 

  Eppure uno degli aspetti centrali che emerge dal racconto è che la serenità non dipende dallo status sociale o economico, e Dickens lo dimostra nel modo in cui dipinge l’atmosfera della casa triste grigia e solitaria in cui vive Scrooge rispetto a quella della famiglia dell’impiegato Bob: «Non vi era nulla di rimarchevole in tutto questo. Non erano una famiglia attraente; non erano ben vestiti; le loro scarpe erano ben lontane dall’essere impermeabili, i loro abiti logori; e Peter avrebbe potuto conoscere, e molto probabilmente conosceva, gli interni di un banco dei pegni. Eppure erano felici, riconoscenti, compiaciuti l’uno dell’altro, contenti del presente». Ancora a conferma di questo c’è il dialogo tra Scrooge e suo nipote Fred il quale entra allegro e festoso nel suo ufficio per invitarlo a passare il Natale da lui: «“Natale una frottola, zio!” disse il nipote di Scrooge. “Non dite sul serio, vero?” “Certo che sì,” rispose Scrooge. “Felice Natale! Che diritto hai di essere felice? Che ragione hai di essere felice? Povero come sei.” “Suvvia,” ribattè allegramente il nipote. “Che diritto avete voi di essere triste? Che diritto avete voi di essere contrariato? Ricco come siete”.»    ❗️Ed è a proprio in relazione al nipote di Scrooge che Dickens enuncia quello che è diventato uno dei suoi aforismi più noti, in merito al riso contagioso: «Se vi dovesse capitare, in un’improbabile circostanza, di conoscere un uomo in grado di ridere più beatamente del nipote di Scrooge, tutto quello che posso dirvi è che vorrei conoscerlo anch’io. Presentatemelo, e ne approfondirò la conoscenza. È cosa giusta, imparziale e nobile, che, mentre nel mondo la malattia e il dolore si diffondono per infezione, non c’è nulla di più irresistibilmente contagioso della risata e del buon umore».    

 👏 Come sua buona abitudine Dickens fa avere un finale positivo anche a Ebenezer Scrooge, la sua redenzione avviene, ed è resa possibile grazie alla visita dei tre fantasmi del Natale passato, presente e futuro che lo aiutano a vedere e valutare le conseguenze delle sue azioni e delle sue scelte: sia quelle prese nel passato che si ripercuotono nel presente, sia quelle che lui attua nel presente e che avranno immancabilmente un riscontro nel futuro.

 Il fantasma del Natale presente gli mostra l’opinione che la gente si è formata di lui, non di certo un’opinione che gli possa far onore. E grazie a questo è come se Scrooge adottasse un punto di vista esterno, come se vedesse sé stesso con gli occhi e la mente altrui, e quindi per la prima volta si rende conto di ciò che egli è realmente diventato. 

       🪄 Inoltre gli spiriti, nelle varie trasposizioni della realtà che fanno avere a Scrooge, mettono in scena modi di esprimersi e atteggiamenti tenuti dallo stesso Scrooge: anche in questo caso adottando un punto di vista esterno Scrooge riesce ad avere una presa di coscienza, essendo che quei comportamenti che vede hanno l’effetto di indignarlo e ripugnarlo.

  💌C’è sempre una morale toccante nelle opere di Dickens: nel Canto di Natale ha a che fare col buon nome, e col ricordo che si lascia dopo la fine dei propri giorni: «Non importa che la mano sia pesante e ricada se lasciata andare; non importa che il cuore e il polso si siano fermati: importa che la mano sia stata aperta, generosa e autentica, il cuore coraggioso, caldo e gentile, e il polso quello di un uomo». Il polso, quello di un uomo.                                                      



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